In acque e polvere s'inzuppano
i miei piedi, assorbono
l'ira d'un tempo inclemente. Il mio
cappotto pare tramato di carta,
i miei guanti bucce marce e
i miei capelli alghe stracciate.
Svelto, mi rifugio in auto.
L'acre odore di birra, ancora,
persiste sui sedili impregnati,
sui quali è impressa ora la tua ombra,
confusa e dolente, mentre stenta
a intuire a chi appartiene.
Le sussurro, un giorno di luce
potrebbe eclissare qualsiasi ghiaccio
lungo i cigli di torbide strade.
Ma non mi crede, non vuole
schiarirsi rischiando d'ammantarmi.
i-Ku
28 novembre 2012
La tua ombra
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