i-Ku

28 novembre 2012

Un tocco, un passo



Un tocco. Un passo strascicato, un altro sottomesso.
Il bastone lo trascina e s'infossa
sorreggendo il suo gracile corpo.
Avanza, col piede incerto premuroso sposta
lungo la via d'innanzi polvere e sassi.
S'arresta, cautamente si volta, sospira;
da sotto il liso berretto scorge
cogl'occhi sazi d'acqua di lago
la vita frusciata di dietro: un alito
che divien burrasca è reminiscenza.

Erano un tempo fugaci i suoi passi
imprudenti, a metà le sue impronte e
confuse le loro tracce tortuose.
Si precipitava distratto tra cieli sfocati,
protendeva gl'artigli agl'astri, senza sosta
inseguendoli scalzo, naufragando tra oceani,
non badando ai cocci dal caso sparsi.

Un tocco. Un passo levigato, un altro affaticato.
Nelle braci del vespro guizzan le rondini:
<<Pochi mesi, così poco, e s'incendieranno
scolpendomi in viso un altro solco:
terreno presagio del mio lieto tramonto>>.
Sognando sorride, se ne compiace,
e il suo cammino riprende sereno.

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