Solevo cercare verità
sotto cieli trapuntati
da chiodi uncinati
che placidi rovinavano
sulla mia pelle
di fradicio compensato.
M'imbrattavo l'anima
di dolce filo spinato
fino a farle sputare
sangue a fiotti
con cui pitturare
porose tele d'amianto.
Maneggiavo l'ombra
per avvolgermi le ali
come candida pece
su scafi schiantati
su scogli abissali.
Mi riempivo il cranio
di norme ruminate
da aspettative sdentate
solo per assaporare
una normalità di sabbia.
Non avrei dovuto
massacrarmi nel silenzio
della mia bara carnale,
ma lo feci, mirando
alla decomposizione.
E ora sono felice.
i-Ku
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Vulcani smunti su piacevoli notturni violano templi.
E fu così che Victor non ebbe più nulla da scrivere!
RispondiEliminaPer nulla invece! Non hai idea di quantA roba ci sia ancora!
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