Empio ed impietoso
il mio ego di pietra
si lamenta per non esser
stato dal ferramenta.
L'armaiolo o il vaiolo?,
sclera mentre scevra
tra ipotesi da ipofisi.
Arma bianca da bonifica
o fosforica che sbianca?
A certi aspetti abbietti
anela il mio ego
squallido da cautela,
mentre annego pallido
e dimeno bronchi,
arresi all'evidenza,
stanchi di ossigeni
laidamente condivisi,
e desiderosi di esalare
putride anidridi:
soffocassero tutti
miliardi d'inetti!
Non avrò mai laurea
ma suggerisco cianotico
di ingoiare lauro,
e mentre appuro Epicuro,
vi saluto da sconosciuto,
indifferente e scaduto,
nel banale di una rima
sperando che v'opprima.
Estirperei le stirpi,
vi renderei storpi,
ma l'ego m'impedisce
or ora di graziarvi
ad un passo dall'agonia
della noia da contrappasso.
Ma il mio fine è sacrale,
e m'auguro che vestali
s'inoculino roipnoline
dimenticandosi i fuochi
dei vostri animi fatui,
per voi, scaltri bradipi
paralitici da parata.
Un empio sacrificio,
mentre bramo cianuro
e genocidio.
Bella V, quasi Art Brut!
RispondiEliminaCol grezzume laveremo il mondo!
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