i-Ku

27 novembre 2011

Robetta, ovvero bramo cianuro e genocidio


Empio ed impietoso


il mio ego di pietra


si lamenta per non esser


stato dal ferramenta.


L'armaiolo o il vaiolo?,


sclera mentre scevra


tra ipotesi da ipofisi.


Arma bianca da bonifica


o fosforica che sbianca?




A certi aspetti abbietti


anela il mio ego 


squallido da cautela,


mentre annego pallido


e dimeno bronchi,


arresi all'evidenza,


stanchi di ossigeni


laidamente condivisi, 


e desiderosi di esalare


putride anidridi:


soffocassero tutti


miliardi d'inetti!




Non avrò mai laurea


ma suggerisco cianotico


di ingoiare lauro,


e mentre appuro Epicuro,


vi saluto da sconosciuto,


indifferente e scaduto,


nel banale di una rima


sperando che v'opprima.




Estirperei le stirpi,


vi renderei storpi,


ma l'ego m'impedisce


or ora di graziarvi


ad un passo dall'agonia


della noia da contrappasso.




Ma il mio fine è sacrale,


e m'auguro che vestali 


s'inoculino roipnoline


dimenticandosi i fuochi


dei vostri animi fatui,


per voi, scaltri bradipi


paralitici da parata.




Un empio sacrificio,


mentre bramo cianuro


e genocidio.

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evitare lo stesso spazio universi in loculi di cemento schivare sguardi come l'affetto dei promoter in centro per poi scaraventarli in b...