Inamovibili istanti
passava
ad annientare particolati di buio
e a contare, imperterrito,
ogni singolo pelo d'ogni stramaledetto ovino
che faceva capolino da sotto il letto;
s'incantava
sullo schiocco ininterrotto nell'ingoiare saliva
e su quella lancetta,
il suo scalpellare del tempo il macigno;
si stupiva
di come potessero tendersi e poi rilassarsi
i suoi polpacci ormai esausti.
Pensieri su pensieri su pensieri
s'affastellavano in coacervi di nebulose tanto immense
quanto anguste per quella stanzetta:
ossessionato
da lei, che aveva incontrato qualche giorno addietro,
oppure dal sonno che non avrebbe mai preso,
da un futuro prossimo, ineluttabile, maligno,
ma anche dall'uggiosa alba che sarebbe da lì a poco giunta;
ossessionato,
confidava in un sogno invano
che potesse redimerlo da tutto quel peso
del buio in cui soffocava.
i-Ku
29 luglio 2014
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