i-Ku

21 maggio 2014

Droni

Io, te, un domani, ci ritroveremo
a mormorare vacuità in un bosco,
distratti dallo strappare lembi
di rami scarni a un cielo furibondo.

Lo imbratteranno sciami di droni,
fendendolo tra migliaia di eliche.
Chissà che portano, mi chiederai.

Gioia, di sicuro doni a qualcuno,
omaggi imballati a buon prezzo.
Dall'altra parte del mondo invece,
(ma questo lo tratterrò)
quella che non ci sarà mai data
osservare con sguardi d'altri,
soltanto gragnole di morte.

L'uomo ha sempre desiderato
possedere il cielo, lo spazio,
l'inaccessibile vuoto;
ora, pigro, ha affidato questa sua brama
a qualcos'altro, persuaso sempre
di essere destinato al volo,
chioseranno i tuoi occhietti svegli.

Figlio d'Icaro con ali di piombo,
eppure io credo, mi farò sfuggire,
che egli sia sì predestinato
a covare in eterno speranze,
ma solo per vederle crescere e
marcire sotto terra:
un ciclo inarrestabile, la vita.

Allora tu mi guarderai, stupita,
in silenzio terrorizzata,
poi uno sputo in un occhio,
e piangendo mi abbandonerai.

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