i-Ku

22 novembre 2013

Perdizione

Su di un sedile impregnato
dal suo profumo di sterile melagrana,
giaceva in un sonno distante,
pesante e ingordo d'oblio.

Gambe e braccia afflosciate;
era immobile,
                     e inesorabile
pareva sprofondare in un abisso
traboccante schegge d'ossidiana.

Non aveva un'espressione,
i lineamenti erosi dai venti della speranza.
Un filamento di viscosa rugiada

pencolava laddove s'incrociano le labbra,
riflettendo gli strali di luna.

Questo è il volto della perdizione,
osservatelo
                  a lungo,
mentre scuoiati dalla pelle disperate;
imprimetevelo
a colpi di martello nel cranio,

prima che vi accarezzi e
vi baci, che vi affascini ancora.

Nessun commento:

Posta un commento

Per favore, inserisci una tua impressione qui di seguito, grazie.

fughe

evitare lo stesso spazio universi in loculi di cemento schivare sguardi come l'affetto dei promoter in centro per poi scaraventarli in b...