Un venerdì di luglio,
torbido e umido,
si moriva d'afa in mezzo al parco.
Boccheggiavo, morivo d'alcol,
la vedo.
Sì, ti vedo,
sorridi in mezzo alla folla,
sorridi inebetita.
Niente di strano.
Ti guardo da lontano
mentre sei altrove.
Ti stai divertendo?
Era in mezzo alla folla,
e rideva abbracciata ad un mago:
esibiva socialità a buon prezzo,
paraocchi d'annata.
Si mischia luna e gaia,
spiriti: Ma Davi Molto Amore.
Però era felice.
Sei felice -
io alquanto ubriaco.
Non ti fermo,
non ne avevo bisogno
di te.
Poche domande.
Ridi,
ancora e ancora.
Ma così mi è bastato.
i-Ku
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
fughe
evitare lo stesso spazio universi in loculi di cemento schivare sguardi come l'affetto dei promoter in centro per poi scaraventarli in b...
-
Prendi un bicchiere con su scritto "Nostalgia". Sbatti il cranio contro il muro più volte fino a rendere una poltiglia tutto il su...
-
Questo è uno stupido inno dedicato ad una Parola, sola e miserabile: amara come l’aspartame. Quella parola, quella sospesa, perduta nel t...
-
Vulcani smunti su piacevoli notturni violano templi.
Nessun commento:
Posta un commento
Per favore, inserisci una tua impressione qui di seguito, grazie.