i-Ku
19 giugno 2010
Introduzione al buio (tentativo mal riuscito per la prima puntata di un format radiofonico)
Format per radio
Il protagonista si sveglia in uno spazio totalmente buio, senza confini apparenti, e s’interroga sul perché della propria presenza in quel luogo straordinario. Evidentemente prima di addormentarsi si trovava altrove, ma non riesce a ricordarsi dove. Ora si sente il cervello percorso da miriadi di domande, alle quali non riesce a trovare una risposta razionale. Nulla gli sembra reale.
Anonimo (Voce profonda ed effetto eco in caverna)
(Un respiro profondo e breve, come se, scongiurata l’asfissia, fosse appena uscito da un’apnea interminabile)
Cosa mi è successo? Dove mi trovo? Sempre che questo sia un dove. Non c’è nulla intorno a me. Nulla. A destra, a sinistra, nulla! Solo buio. Mi sento stremato e stordito come se avessi dormito per un periodo interminabile. Se fosse davvero così? Per quanto tempo l’ho fatto? Un giorno? Una settimana o per tutta la mia vita? Siamo sicuri che io abbia dormito finora? Quando mi sono addormentato? E se fossi sveglio da sempre? Eppure non mi ricordo nulla. Nulla! E’ tutto buio qui dentro. Chi sono? Chi ero? Quanto ci mettono i miei occhi ad adattarsi a questa oscurità? Entro qualche secondo dovrei riuscire a intravedere qualche contorno, qualche spigolo o magari un misero bagliore di un lume lontano. Aspetterò qualche secondo.
Non vedo niente!
Tuttavia questa tenebra non mi è sconosciuta. Non capisco il motivo, però presumo di essere già stato in questo luogo; purtroppo il mio corpo calloso, chissà come fuori gioco, non mi permette di averne memoria. Perché? Non ho alcun dubbio a riguardo. Anzi no, ne ho uno. Sento i miei pensieri rompere gli argini della mia mente. Che mi sia stata asportata addirittura la mia ghiandola pineale? Posso avere la certezza di essere mai esistito? Ecco, sono impazzito del tutto. Chi ero? Dove mi trovo? Partendo dal presupposto che io sia già stato qui, come diamine ho fatto poi a fuggire? Non sono neanche capace di ricordare qualcosa. Questa sensazione di impotenza mi annienta con lentezza. Posso provare a voltare lo sguardo. Dato che non riesco a scorgere nessuno, dubito che qualcuno possa vedermi in questo tiepido spazio siderale svuotato da tutte le stelle. Sarò diventato cieco? C’è solo buio quaggiù. Almeno qualcuno potrà sentirmi?
Devo essere finito all’interno di un ospedale; uno di quelli che ti tengono in osservazione, lontano da altri ricoverati infetti quanto te. Non sarebbe la prima volta, credo. O forse ho avuto un incidente? Ma non mi ricordo come… Nulla. Mi basterebbe soltanto ricordare il mio nome. Perché non ci riesco? Non sento niente. Nessuno mi sente. E se fossi anche sordo? E se in questo luogo non ci fosse nessuno che potesse sentirmi? Tutto ciò non ha senso!
Chi sono? Cosa ho mai fatto per meritarmi questo? Perché sono finito in questo buio? Ascoltatemi, vi prego. Non lasciatemi solo. Non voglio stare solo. Non voglio, vi prego.
Devono avermi concesso una stanza tutta per me. E se questa non fosse una stanza? Deve essermi capitato per forza qualcosa di grave. Non ricordo nulla. Perché?
Una fasciatura? Non me n’ero accorto prima, probabilmente perché l’ho tenuta addosso per molto tempo ed il mio viso si è abituato. È qualcosa di liscio che mi avvolge la testa. Sembra finissima. Sì, deve essere per forza così! Non c’è dubbio. Se solo riuscissi a togliermi di dosso questa fasciatura in qualche modo, sono sicuro che potrei vedere. Voglio vedere! Voglio capire! Da quanto è che la indosso? Vorrei delle risposte. Nulla. Qui non c’è proprio nessuno. Vorrà dire che me la toglierò da solo.
Questa benda al tatto pare delicata ma al contempo resistente. Che me la sia legata in testa da solo? In fondo qui non c’è nessuno. Tuttavia ho come l’impressione che sia stata avvolta da qualcun altro. L’ho sentita così naturale addosso che, se non ci avessi fatto caso, nemmeno me ne sarei accorto. Questo però non significa che prima d’ora qui non ci sia mai stata anima viva. Purtroppo non ricordo niente. Chi sono? Chi ero? Perché sono qui? Non posso essere rimasto da solo! Cosa ho fatto?
Non viene via! Come potrei strapparla? Voglio vedere! Sono disperato…
E questo cosa diamine è?
È un qualcosa di particolarmente affilato. Potrei sfruttarlo per lacerare questa maledetta benda. Devo stare attento perché questa mia azione potrebbe risultare assai pericolosa. E se mi ferissi? Beh, poco importa poiché tanto non verrebbe ugualmente nessuno in mio soccorso. Se non la tagliassi non potrei comunque vedere niente. Questo l’ho capito. Rischierò. Ho ben poco da perdere a parte il mio pensiero che ora come ora vale meno di questa oscurità.
Tolta.
Nulla! Questo posto non è più solo e sempre buio, ma è ancora più buio di prima; ammesso che ci sia stato effettivamente un prima. Non è possibile! Perché? Forse me lo sarei dovuto aspettare in fondo… Avrei anche potuto cercare di arrivarci da solo, no?
Un momento. E questo? Davanti a me, sospeso nel vuoto, c’è un piccolo disco sottile che emana una luce debolissima che sembra pulsare lenta come il battito di un cuore morente. Cosa è? Non capisco più nulla. Servirà a qualcosa? Ora sì che sono proprio confuso. Che ci debba guardare dentro?
E adesso? Che mi sta succedendo? Sento sonno. C’è silenzio e non c’è nulla tutt’intorno. Mi sento intorpidire la mente. Non posso fare niente, è più forte di me! Non voglio addormentarmi ora! Non adesso! Non voglio…
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Cambia template, è faticoso leggere grigio su nero.... :D (che delusione di commento eh )
RispondiEliminahai ragionissima! ci stavo pensando prima... però non so come farlo e quelli standard o quelli in rete sono bruttini... pensavo di mettere qualche colore rilassante, ma non saprei proprio dove sbattere la testa... un casino, vero? ahah
RispondiEliminaSembra un risveglio dal coma o sto vaneggiando?
RispondiEliminaCredo che sarebbe uscito qualcosa di più complesso, quasi un misto tra Borges e un mito della caverna di Platone... eheh
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