Avevo trovato quel particolare senso di calore, che capita soltanto poche volte nella vita. Avevo trovato la mia dolce spiaggia sulla quale riposare sereno per sempre, accompagnato dal suono melodico del mare della mia passione più pura. Purtroppo ho deciso di lasciar passare troppo tempo. Il tempo fuggiva incontrollato e la tranquilla passeggiata sulla sabbia si trasformò lentamente in un’inerpicata scalata verso quello che ora è soltanto un arido ghiacciaio. Questo l’ho scoperto non agendo. Se avessi provato a fare qualcosa, l’avrei capito da subito e mi sarei ripreso in qualche modo. Perla di Luna, scusami.
Ora sono qui ed è troppo tardi per mettermi in salvo. Ho voluto entrarci e non ho intenzione di uscirci. Merito di stare qui a vita (se così si può chiamare). Qui posso fare quello che voglio. Nessuno mi deve voler bene. Nessuno si deve chiedere come io stia. Nessuno mi deve mantenere. Nessuno mi deve sopportare. Nessuno mi deve odiare. Nessuno mi deve amare.
Non ho ancora capito dove siano le pareti di questo tunnel. Le pareti sono nel mio debole cranio e io non le posso toccare. Non posso toccare nulla qui dentro. Non riesco nemmeno a toccare me stesso. Non mi vedo. Non mi sento. Non voglio farlo. Non ce la faccio. Qui non ho un corpo o una dimensione. Nemmeno questo tunnel ha una sua dimensione e non vedo perché io dovrei averla. La presunzione la lascio ai porci che bevono anidride in bicchieri di cristallo. E poi non ho una meta. D’altronde perché dovrei pormene una? Non ho alcuna intenzione di farlo. Ho scoperto che scegliere è doloroso. L’apatia è la mia via. L’indifferenza verso me stesso è la mia religione. Il masochismo è il piacevole mezzo per affrontare questo eterno viaggio nel mio buio, nero come una notte senza luna e senza stelle. Neanche di loro ho bisogno. Una volta le guardavo. Una volta avevo una vita. Ora preferisco la quiescenza della non essenza. Al di sotto di me non c’è nemmeno un pavimento. Mi sarebbe piaciuto camminare a piedi scalzi su luccicanti cocci di vetro e passare le mie mani su candidi fili spinati. In fondo è meglio così. E’ tutto buio e questo mi basta. Io dal mio tunnel non ci esco. Non aspettatemi per cena. Continuate a vivere la vostra vita, il mero trasporto verso una morte vuota; vuota come questo mio luogo. Sono consapevole che non arriverò mai al fondo di questo tunnel senza fondo. E non svegliatemi, lasciatemi in pace una volta tanto.
... che paura! Ma chi è nel tunnel? Tom o tu? cmq immagina una scena di un film, dove un uomo nudo siede nel buio, con una flebile luce azzurro-bianca, e pensa ad alta voce quello che hai scritto: il pezzo sarebbe ottimo per una sceneggiatura di un film!
RispondiEliminaps: se penso che ieri sera, senza volerlo, ho fatto una battuta sul tunnel quando mi hai scritto, mi vengono i brividi, aahahahah!
ho dimenticato di firmare il commento di prima.
RispondiEliminabetty
Lo sapevo benissimo chi tu fossi. Ahahah.Grazie per le belle parole!
RispondiEliminaDi tutto quello che avevo letto di mano tua fin'ora questo è sicuramente quello che preferisco. Anche se mi sconvolge tutta quest'amarezza... Che succede? Sono i gruppi che ti ho detto di scaricare vero?! Lo sapevo!
RispondiElimina...Ovviamente scherzo, ma quando hai voglia/tempo di fare due chiacchere chiama (:
Baci