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Chiara era una ragazza come molte, apparentemente. Quando usciva di casa prendeva solo due cose, la macchina fotografica e le chiavi. Le chiavi di casa per ovvie ragioni, non sarebbe più entrata nel suo appartamento altrimenti, e la digitale perché non poteva fare a meno di non utilizzarla ogni singolo momento.
Quella macchina foto non gli era costata molto, era un'offerta fantastica. L'aveva acquistata qualche settimana addietro in un supermercato, ogni supermercato che si rispetti ormai ha il suo reparto informatico, a volte migliore persino dei negozietti dedicati. Era andata lì da sola, desiderava fare la scelta migliore senza ricevere consigli da nessuno, nemmeno dalla sua migliore amica, Chiara era molto testarda ma non avventata nelle sue decisioni, voleva sentirsi egoisticamente libera in quel frangente. L'aveva vista lì in mezzo alle altre, era un invito a nozze, non poteva lasciarsela fuggire, non più almeno. Le caratteristiche erano favolose e sembravano essere adatte ai suoi intenti: cinque mega-pixel, nella media, in fondo di più sarebbero risultati eccessivi e forse non sarebbe neanche riuscita a visualizzare poi le foto sul suo pc che aveva uno schermo abbastanza ridotto; medie dimensioni, piccola non poteva andare bene perché avrebbe avuto una scarsa qualità e troppo grande nemmeno poiché non voleva apparire la turista di turno; mirino ottico a scapito di uno schermo lcd enorme, mica voleva non vederci niente nelle giornate più assolate; flash regolabile, alta personalizzabilità, slot per una memoria sd e naturalmente la macro, adorava le foto con la macro, quelle da stare incollata agli oggetti che più le piacevano per poi poter esaminare e apprezzare ogni singolo piccolo dettaglio. Il prezzo era abbordabile e aveva messo da parte abbastanza soldi per acquistarla già da qualche mese. Non ci furono esitazioni, dopo aver fatto un respiro profondo si precipitò dall'addetto al reparto e gli disse che la voleva acquistare, subito. Questo senza farsi troppe domande prese le chiavi dei cassetti in cui erano custodite le confezioni, ne prese una, chiuse il cassetto e la portò alla cassa facendo segno alla ragazza di seguirlo. Arrivati a destinazione le disse:"Devi fare la coda e poi pagare. Grazie e arrivederci". A parte acquistò una memoria sd da due gigabyte, ne aveva bisogno di molta per fotografare ogni cosa, forse non le sarebbe manco bastata quella, ne aveva bisogno di maggiore ma quella memoria era la migliore tenendo conto del rapporto qualità/prezzo e sapere quello le bastava.
Fatto tutto, la portò a casa ed eccitata aprì la confezione della macchina con devoto riguardo nel non rovinarla. Aprì la confezione e con cautela tirò fuori l'ulteriore cofanetto protettivo e da lì la digitale. Non credeva ai suoi occhi, era stupenda, capì immediatamente dove andavano inserite le batterie, altrettanto come accenderla. Era euforica, rideva come una pazza isterica dalla felicità, come mai non aveva riso, era tutto così meraviglioso, la sua vita forse sarebbe cambiata da quell'istante. Già si immaginava in ogni luogo a fotografare qualsiasi cosa che più le fosse sembrato opportuno. Prese il manuale delle istruzioni e in mezz'ora lo lesse da cima a fondo. Era ansiosa di provarla. La prima foto la scattò alla confezione.
Fotografava tutto e tutti, alcuni ogni tanto si erano addirittura arrabbiati con lei. "Ma che cazzo fai?" le chiedevano il più delle volte e le facevano cenno di andarsene via prima che la situazione potesse prendere una brutta piega. Ma lei non si buttava giù, adorava fotografare. Ogni passo una foto, tornava a casa sempre con la memoria piena e non c'era volta che ne cancellasse una. Solitamente i fotografi fanno infinità di foto a qualcosa che attira loro l'attenzione e poi però ne tengono soltanto una, la migliore, cestinando le altre. Lei non l'avrebbe mai concepita una cosa del genere, lei conservava tutte le foto, quelle sfuocate e quelle in movimento, quelle scurissime e quelle più confuse. Era avida di foto. Anche quando usciva con gli amici faceva miriadi di scatti, soprattutto a loro, le piaceva poi rivedere le varie espressioni e magari poi riderci sopra, purtroppo loro non sempre la capivano e a volte se la prendevano con lei per via dei numerosi flash che risultavano essere molto fastidiosi. Ma lei nulla, non ci voleva proprio sentire da quell'orecchio. Continuava a incorniciare ogni singolo istante e tutte le cose che le capitavano nel mirino della sua digitale.
Ci mise mesi però a capire che fino ad allora non aveva ancora fatto una foto a sé stessa, neanche una e nessuno le si era mai offerto di fargliela, ma questo non la infastidiva e neanche la sorprendeva più di tanto, semplicemente non era quello che lei voleva o si aspettava, non gliene fregava nulla. Solo lei sapeva il perché di tutta questa strana passione, lei amava vivere e il ricordo le permetteva di rendersi conto di quanto fosse meraviglioso e strano il suo mondo, istante per istante, scatto dopo scatto, riflettere e capire nel migliore dei modi la maggior parte delle cose.
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