Lei aveva un segreto inconfessabile. Era poco probabile che qualcuno lo potesse venire a sapere, ne sarebbe andato del suo orgoglio. Ogni volta che ci pensava si sentiva mancare il respiro,non poteva dirlo ad anima viva. Nessuno.
Cercava di far qualsiasi cosa per non pensarci, aveva persino acceso lo stereo al massimo in modo tale che la musica confluisse dai suoi timpani al cervello, così rapidamente da non darle nemmeno il tempo di ricordarselo. Fortunatamente a casa era sola, non c'era nemmeno la sua unica coinquilina, Clara. Non avrebbe retto il peso di tale segreto e le avrebbe confessato tutto, ma proprio tutto.
Lo si sa, i segreti vanno tenuti per sé, se lo viene a sapere un'altra persona è tutto perduto, c'è poi il rischio che lo venga a sapere ancora qualcun altro e lei questo proprio non lo desiderava. Tutto quello in cui credeva fino a quel punto sarebbe stato ritrattato, lei ci avrebbe perso la sua immagine.
Quando il fatto le era capitato, lei non aveva pensato proprio a nulla, lo aveva fatto d'istinto, fatto e basta. Il problema sorse appena entrò in casa. La cosa che le dava più fastidio era il pensiero che qualcuno l'avesse colta sul fatto, ancora peggio se quel qualcuno fosse stato una persona di sua conoscenza.
Era demoralizzata. Il suo sguardo, che poco prima era quello di una ragazza vivace il cui unico pensiero era godersi la giornata appieno, ora era diventato catatonico. Stava malissimo. Non avrebbe mai pensato che un segreto potesse farle così male.
In quel momento Clara entrò in casa, chiuse la porta, diede un colpo alla serratura e posò il suo mazzo di chiavi sul tavolino lì accanto.
"Sono tornata da lezione! Ci sei Giò?"
In quel momento lei scoppiò a piangere, non sapeva più che fare. Piangeva così forte che Clara la sentì.
"Che succede Giò?"
Nessuna risposta. Con le lacrime a fil di gote si mise a correre verso l'amica. Si fermò d'innanzi a lei, la fissò e
Cercava di far qualsiasi cosa per non pensarci, aveva persino acceso lo stereo al massimo in modo tale che la musica confluisse dai suoi timpani al cervello, così rapidamente da non darle nemmeno il tempo di ricordarselo. Fortunatamente a casa era sola, non c'era nemmeno la sua unica coinquilina, Clara. Non avrebbe retto il peso di tale segreto e le avrebbe confessato tutto, ma proprio tutto.
Lo si sa, i segreti vanno tenuti per sé, se lo viene a sapere un'altra persona è tutto perduto, c'è poi il rischio che lo venga a sapere ancora qualcun altro e lei questo proprio non lo desiderava. Tutto quello in cui credeva fino a quel punto sarebbe stato ritrattato, lei ci avrebbe perso la sua immagine.
Quando il fatto le era capitato, lei non aveva pensato proprio a nulla, lo aveva fatto d'istinto, fatto e basta. Il problema sorse appena entrò in casa. La cosa che le dava più fastidio era il pensiero che qualcuno l'avesse colta sul fatto, ancora peggio se quel qualcuno fosse stato una persona di sua conoscenza.
Era demoralizzata. Il suo sguardo, che poco prima era quello di una ragazza vivace il cui unico pensiero era godersi la giornata appieno, ora era diventato catatonico. Stava malissimo. Non avrebbe mai pensato che un segreto potesse farle così male.
In quel momento Clara entrò in casa, chiuse la porta, diede un colpo alla serratura e posò il suo mazzo di chiavi sul tavolino lì accanto.
"Sono tornata da lezione! Ci sei Giò?"
In quel momento lei scoppiò a piangere, non sapeva più che fare. Piangeva così forte che Clara la sentì.
"Che succede Giò?"
Nessuna risposta. Con le lacrime a fil di gote si mise a correre verso l'amica. Si fermò d'innanzi a lei, la fissò e
repentinamente le buttò le braccia al collo, avvicinò la testa alla sua.
"Non ce la faccio Cla! Non ce la faccio, Davvero!"
Scoppiò ancora in lacrime.
" Che succede? Me lo vuoi spiegare? Perchè piangi?"
In quel momento il segreto sembrava essersi animato, non voleva più essere nascosto, doveva uscire che lei volesse o meno.
"Cla, ti devo dire una cosa"
Mentre si asciugava le lacrime tirava un pò su col naso staccò le braccia dall'amica, si allontanò un pochetto e le disse:
"Vedi, oggi mentre camminavo per strada ho visto cinquanta euro per terra, e... non ce l'ho fatta, li ho raccolti".
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