non possiamo (s)postarci
brandendo un Manhattan
sotto ai portici con gli amici
amandoci in posa
fra dune rosate e il firmamento
insieme all'ennesimo nostro destino
stremandoci di devozione
per quell'unico straordinario evento
che avranno goduto almeno altri cento
ponderando argute elucubrazioni
intorno ai nostri corpi d'alabastro
filtrati da pixel e collagene
cantando grandi imprese
su impervi sentieri irti di pericoli
fra la tana e l'inesorabile ufficio
ed eccoci qua
animali sociali
reclusi controvoglia
fra le quinte anguste di queste mura
non ci è permesso sfoggiare
la nostra parte migliore
condividerne la recitazione
è dura
soggiaciamo inermi
fra agonie e tormenti
al cospetto del nemico più spietato
ma quello più sincero
soccombiamo alla solitudine
così
nel silenzio del nostro pensiero
i-Ku
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