In ogni nebulosa
che si rispetti,
tu m'aspetti,
candido feto,
mio piccolo petalo.
M'attendi
per quel che sono,
aborto di suono.
T'attardi la notte e,
forse, la preoccupazione
ti fotte.
Giungo di soppiatto,
tentenno maldestro;
mi scorgi,
non mi giudichi;
sempre e allegra m'accogli.
i-Ku
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