Ed eccoci qua,
in mezzo a voi:
i diversi.
Tuona il nostro silenzio
negl'anfratti della vostra
sordità.
Ogni notte,
a un passo dall'ignoto,
crocevia dell'esistere,
tastiamo il nulla,
così denso
d'apparire bava di vita.
È il nostro capestro;
Beati, martiri
d'un divenire ormai morto,
marciamo,
marciamo per cosa?
Per il vostro risveglio.
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