Ti guardo attraverso
un altro bicchiere ormai esausto,
riflettendo su confessioni
come uno stagno di ghiaccio
il sole di maggio.
Affogano le sicurezze
sotto al tuo sguardo,
prosciugando da ere il pianto,
e intorno schegge di luce
bruciano ogni mio dubbio.
Sopravviviamo costretti, di certo,
dal nostro passato,
novelli ciechi in sfere di cristallo.
Eppure là fuori il sole,
per fortuna, si eclissa veloce,
mentre ci avvicina l'oscurità.
i-Ku
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