i-Ku

27 ottobre 2014

Reyhaneh

Sulle aride terre dove i tulipani s'intrisero del sangue di martiri
e sotto cieli in cui erravano i versi di Khayyam,
in un antro senza luce un altro fiore,
per due volte in una vita sola,
fu brutalmente reciso.

Non ancora dischiuso al sole,
ingannato da false promesse portate dal vento,
venne privato dapprima dei candidi petali;
disadorno del pudore, si vestì quindi di spine,
punse quelle sudice mani che non l'avevano solamente sfiorato:
uccise colui che l'aveva stuprato.

Condannato all'atrocità di un buio senza ritorno,
nella speranza di una vana clemenza,
il suo sorriso appassiva pian piano,
mentre contava i giorni che le mancavano.

Sarebbe ancora viva Reyhaneh,
se fosse venuta meno a se stessa,
se avesse negato
d'aver subito quel lurido abominio.
A questo punto quello splendido fiore
fu vilmente reciso di nuovo.

Sebbene con un cappio abbiano tentato di castrarle la voce,
che si libri e giunga ovunque il polline della verità,
fecondando un'umanità ormai muta e paralizzata,
che essa urli con tutta la sua rabbia!








(NdA: Reyhaneh in persiano significa fiore)

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