Eccola la via di fronte a noi,
costante,
impervia,
una via che via non è;
un vicolo cieco,
una via inaccessibile col pregiudizio.
Camminiamo, corriamo,
inciampiamo,
ci rialziamo.
Non vediamo nulla davanti.
C'è nebbia che mugghia;
c'è acqua che scortica
fra le nostre viscere.
A tentoni si prosegue,
si muore e si rinasce.
Un senso di nausea:
si sbocca,
prima o poi.
Esanime, sulle ginocchia mi riempio i polmoni
di aria che sobbolle sotto
la mia cecità.
Trema il piede come il mio cranio,
si sfalda,
sembra esplodere.
Ma si riassesta, si salda.
Non c'è nulla
che non si possa fare
dietro a queste mura
di quotidiana inedia.
i-Ku
19 agosto 2013
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
fughe
evitare lo stesso spazio universi in loculi di cemento schivare sguardi come l'affetto dei promoter in centro per poi scaraventarli in b...
-
Questo è uno stupido inno dedicato ad una Parola, sola e miserabile: amara come l’aspartame. Quella parola, quella sospesa, perduta nel t...
-
immagina quanto vuoi una pagina bianca il vuoto che ti molesta tutto ciò che ti spaventa la presunzione la TUA risposta ti calpesta immagina...
-
evitare lo stesso spazio universi in loculi di cemento schivare sguardi come l'affetto dei promoter in centro per poi scaraventarli in b...
Nessun commento:
Posta un commento
Per favore, inserisci una tua impressione qui di seguito, grazie.