Non posso cercarti,
non ora, non io, non più.
Ho già dato
e oramai perduto
anche l'ultima scoria di razionalità,
pugnalando il mio credo.
Come fra gas esilaranti ho soffocato di speranza,
illividendo la mia dignità.
Era amore,
la giustificazione ad ogni nostra abiezione.
Eppure t'attendo ancora,
sono sempre qui, sono sempre stato qui,
anche se non mi sento più io.
Cercami,
mia gogna e mio splendore,
fallo prima degli scarafaggi del rimorso, fallo,
prima che depongano uova d'oblio
sul nostro percorso.
Fallo per una volta,
guarda oltre l'ombra che m'avvolge,
come sempre ho fatto con la tua,
per godere
di quella luce,
della quale le mie pupille si sono intrise,
senza mai fuggirla intimorite.
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