Notte malsana, perversa,
trascorsa in un antro
d'umana indifferenza,
avara di tenerezza,
avida d'abbandono
e d'intimo frastuono,
vorrei spogliarti il ventre,
ma ho gl'occhi verniciati
d'un pianto castrato
da fulve scimmie urlatrici;
vorrei celebrarti,
ma ho le labbra sciolte
in un aspro rimorso
che sa di tappo.
Vorrei goderti una volta,
ma così come sono,
esitante e sgraziato,
uno fra i tanti, rapiti
dalle tue promesse vane
d'affabile dominatrice,
lascia, ti prego, che rantoli
ancora in coiti repressi.
i-Ku
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