i-Ku
24 gennaio 2013
Canto
Qualcuno cantava
fiducioso l'individuo,
ora ammassato tra le rotaie
della Democrazia,
grevi d'ansia da consumo
e d'inappagati ratti,
una volta intrappolati,
lesti a rodersi le zampe
per fuggire promesse
d'aspettative compromesse.
Qualcuno avrebbe cantato
tra le corsie di manicomi,
immune dalle apatie
di una società frustrata,
lesionata da realtà
follemente virtuali.
Qualcuno cantò beato,
orgoglioso come padre,
il Feto Moderno.
Io, io invece canto
il suo aborto.
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