Sotto a un macigno, nascosto
dietro a ognuno di noi,
s'annida un bambino
che si contorce tra le membra
mentre tenta di sbirciare
le nostre rapide ombre
nel loro orribile errare.
Digrigna le parole
tendendoci la sua mano
minuta, e priva di dita,
ci osserva attardarci
con occhietti incatramati
di lacrime in polvere.
Ma ogni tanto s'acquieta,
quando ci sente in silenzio
sventrare le tetre clessidre
in cui ci siam confinati,
spargendo poi le sabbie
tra i vapori dell'oblio;
allora zampilla fuori
dall'atro, abbracciando
una scaletta, guadagna il sole,
e lo bacia senza timore.
i-Ku
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