Cavernose mareggiate
sradicano dalla galassia
simili comete indistinte
senza nemmeno curarsi
dei pruriti della luna;
poi si ritirano beate
negl'abissi da cui venivano
riesumando candide giostre
e carillon seducenti.
E noi eravamo lì, fradici,
naufragavamo sui lor silenzi
ammassati su zattere
timide, massacrate dai venti,
già proclivi alla deriva
ma pregustando soddisfatti,
come assorti in un ghigno,
quell'eterna cantilena
che c'è soltanto bisbigliata
da distratte anime in pena.
i-Ku
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