Carbonizzo d'ambiguità
mentre spio chi mi tortura
con la sua ombra massiccia.
Anestetizzato dalla crudeltà,
brancolo tra le note
e le chiose d'una vita
che ci lacera ferite
di verniciata compassione.
Gli ambiziosi ramapitechi
marciano intanto, strisciando,
con indosso maschere antigas,
pisciando per la via schizzata
dall'illusione di un'allucinazione.
Avremmo dovuto assimilarci
nel tremendo Leviatano;
ci abbiamo provato, tremando
tuttavia ci siamo divorati
un sole troppo stremato
per incendiarci tutti.
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