Nella notte delle foglie sanguinanti
c'è il vento che mi recide l'anima
mentre di sfuggita attraverso le strade
che ho percorso per più di vent'anni.
Mi sussurra all'orecchio violentandomi
che è arrivata l'ora di decompormi,
ma non gli credo; anestetizzato mi sfotte
cercando scuse tra l'asfalto e il piscio.
Mi sento come martire di me stesso
senza un dio che vive di riflesso
su d'un monitor che ha cagato nullità.
E intanto m'asciugo con la tua oscurità.
Aiutami, ti prego, aiutami a mutare odore
contro l'ecatombe delle nostre spine
nel momento in cui odo lo scricchiolare
delle mie ossa sotto la morsa del dubbio.
i-Ku
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