Vorrei non dovermi sentir solo
a volte, quelle volte in cui la realtà
mi soverchia con ferocità:
malefica iena che banchetta
con le mie striminzite ali
da talpa nelle fogne del domani.
E quando capita mi confondo
tra il marciume e la vendetta
per l'indifferenza che m'ha corrotto,
portandomi ad azzardare
un sorriso sull'orlo del vulcano,
tra lo scroscio dell'oblio
ed il bollore del peccato.
Alcol, alcol, distillami la bestia
dal tetro squallore mio quotidiano!
Capita, e poi non so che fare,
ma vorrei giusto mutare,
come falena su d'una grata
elettrificata dal chiaro di luna.
i-Ku
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