Sclera d'urina sfatta
penetrata d'ardenti ramacci;
come da piombini attanagliate
le mie valigie sotto gl'occhi,
gravide di sogni opachi;
vapori d'Ade nell'esofago
ormai scheletrico;
la prima sigaretta è d'asfissia,
e poi via di tossi, rauche
come notti da stelle dimentiche.
Mi trafigge l'alba
mentre tracanno la prima birra,
che redime tormenti acuminati,
e poi un'altra mi tormenterà
il mio fisico marciume.
Ma devo farla finita
d'inquinarmi un futuro
se finalmente nel mio domani
dovrò venire a cercarti,
vita d'estasi inquieta.
i-Ku
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