E questa siepe
ormai s'è eretta folta,
ed intricata
è cresciuta caduca.
C'ha sempre nascosto
il mondo finito,
te l'ho detto,
non osare
sprecar sguardi.
Al di là di essa
immagina
gli uomini che divampano
in pire disumane
rischiarando le notti.
Inquietando
si stanano dolci
e si divorano le carni
nere di bile;
e si trucidano
giocondi
per sputi di benzina.
Te lo prometto,
c'ombreggerà questa siepe
da un infinito vuoto.
E ora che fai, ma cherie?
Penetri, stupita,
i miei lumicini
opachi d'incommensurabile
apatia,
ma non è colpa mia
se l'infinito c'ha corrosi,
o forse, forse sì?
i-Ku
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