Soverchiando mari d'asfalto e
stroncando artigli sterili,
tracoti da perlacei drappi
giacendo tra freddi cobalti
masticatori d'ossa.
Sbiancando smog cangiante e
macchiandoti lungo marciapiedi
di carnefice progresso,
ovatti vibranti marmitte
arrugginite di noia.
Ma audace m'avvolgi e,
sotto il tuo gelido manto
candido e pesante, ti sciogli.
E io, ghiaccio carbonizzato,
incapace di questo, sgozzato,
invidioso e disperato,
ti detesto come nient'altro.
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